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RECENSIONE | BASIL, WILKIE COLLINS

Non ho abbandonato il blog, semplicemente “una serie di sfortunati eventi” (cit.) mi ha costretto lontana da questi schermi, ma questo non vuol dire che le mie letture non siano proseguite e infatti oggi vi voglio parlare di una delle primissime opere di un autore che per me è stato una vera e piacevolissima rivelazione nel 2017 e mi riferisco a Basil di Wilkie Collins. Come già accennato Basil è il secondo romanzo dell’autore – una sorta di opera giovanile (1852) – nonché quello che gli ha fatto conquistare una solida amicizia con Charles Dickens e l’ha esposto alle critiche più severe dei londoners dell’Ottocento. Bisogna riconoscergli il coraggio di pubblicare un libro così audace e sfrontato, che analizza in profondità e dettagliatamente l’amore, il sesso, l’adulterio, i sotterfugi e la violenza e che sottolinea i difetti dell’alta società e della piccola borghesia in crescita con un’efficienza e una veridicità che all’epoca fece moltissimo scalpore e scandalizzò la stampa. L’innovazione di Wilkie Collins non si trova nella trama o nei temi trattati, ma nel modo analitico in cui decide di trattarli, senza filtri. In Armadale – uno dei suoi ultimi romanzi usciti per Fazi – avevo già avuto modo di apprezzare questo suo modo di scrivere così fluido e ricco e in Basil mi ha confermato che non importa quante volte abbia già letto storie d’amore tormentate e destinate al fallimento, il modo in cui se ne scrive costituiscono il novanta per cento degli elementi che mi incoraggiano alla lettura e mi invogliano a sapere come finirà la storia. E questo è esattamente ciò che accaduto con Basil.

Basil è un giovanissimo rampollo di un’antica e nobile famiglia aristocratica, un accademico che aspira a scrivere un buon manoscritto. La quiete che accompagna la sua esistenza viene brutalmente rotta quando si innamora improvvisamente e perdutamente di Margaret, la figlia di un commerciante di stoffe incontrata per caso su un omnibus. Come piccola borghese, Margaret è di uno stato sociale inferiore a Basil e per non adombrare il padre che ha smisurata fiducia nel suo secondogenito, il giovane decide di sposarla in gran segreto e accecato dal suo amore accetta la condizione del suocere di consumare il matrimonio dopo un anno. Nel romanzo seguiamo la discesa di Basil ad un livello di ferocia impensabile, un orribile piano di disfatta perpetrato da due amanti segreti, la caduta dell’uomo.

Ci troviamo nella Londra vittoriana, un periodo storico che personalmente mi affascina molto e di cui ho letto tanto tra le pagine delle sorelle Bronte, Charles Dickens e George Eliot – non a caso Middlemarch è uno dei romanzi più belli che mi sia capitato di leggere. Wilkie Collins ci regala in Basil spaccati di vita di un’aristocrazia alta strettamente legata ai propri privilegi ed ideali e allo stesso tempo di una borghesia mercantile che sgomita per raggiungere vette sempre più alte di riconoscimento, ma soprattutto di ricchezza.

Il personaggio con cui finiamo per legare di più e simpatizziamo maggiormente è sicuramente Basil, narratore di questa sua disavventura. Non possiamo che guardare al giovane con pietà e compassione di fronte alle ingiustizie immeritate che gli piovono addosso. Come lui stesso scrive all’inizio del romanzo: “Mi accingo a raccontare la storia di un errore, innocente all’inizio, colpevole nella sua evoluzione, fatale nei risultati…”.

Il padre di Basil è l’assoluta incarnazione dell’alta aristocrazia arroccata sui propri privilegi che non accetta di mischiarsi con stati sociali inferiori. La sua avversione è per i commercianti che si arricchiscono a scapito di altri e non per gli umili onesti che lavorano sodo per mantenere la propria posizione. Di contro abbiamo il padre di Margaret, un personaggio assolutamente sgradevole, tiranno domestico che ostenta ogni nuovo agio che la sua crescente posizione gli concede che è il rappresentante perfetto della borghesia ascendente.

Le figure femminili sono più deboli rispetto ad Armadale. Clara, la sorella del protagonista, è quanto di più casto e pura possa vivere al mondo, una donna che antepone gli interessi degli altri ai propri, e cura soprattutto quelli del fratello preferito ricordandogli la sua incondizionata ed eterna devozione nei suoi confronti. Vive per servire e alleviare i pesi degli altri ed esce solo in compagnia delle zie. La sua controparte è Margaret che è una donna caustica, meschina, egoista e sessualizzata tanto quanto Clara è desesualizzata. In Margaret abbiamo la perfetta rappresentazione dell’arrampicatrice sociale disposta a scendere a qualsiasi compromesso per innalzarsi, a fingere, mentire e tradire pur di ottenere agi e privilegi che il suo stato di nascita non gli garantirebbero. Una terza figura, che potrebbe passare inosservata, è Mrs. Sherwin: l’addolorata madre di Margaret che soffre terribilmente di stress nervoso, brutalmente tiranneggiata da marito e figlia che conduce un’esistenza infernale e si presenta come un personaggio insulso finché con le sue ultime forse costituirà una preziosa fonte di verità per Basil. In questo senso, le tre tipologie di donne sono molto stereotipate.

Se nella vostra vita non avete letto almeno un Wilkie Collins è il momento di rimediare. Iniziate da dove volete. Per molti, Basil è nettamente inferiore ai ultimi lavori in cui la scrittura è più matura e gli elementi che la caratterizzano si amalgamano molto bene ai temi trattati dando vita a veri e propri capolavori, ma essendo per me solo il suo secondo romanzo, l’ho comunque apprezzato moltissimo. Se siete familiari con il nome o vi sembra di averlo già sentito è perché Wilkie Collins non è altri che l’autore di La pietra di luna, il primissimo fair-play in cui il lettore dispone di tutti gli elementi per risolvere il mistero, ma viene fuorviato da falsi indizi.

Fun fact: Wilkie Collins è nato il mio stesso giorno, quindi siamo automaticamente best friends e adesso voglio leggere qualunque cosa abbia scritto. divider-2154993_960_72035052245

Titolo: Basil
Autore: Wilkie Collins
Casa editrice: Fazi Editore
Pagine: 350
Prezzo di copertina: 20 euro

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7 risposte a "RECENSIONE | BASIL, WILKIE COLLINS"

  1. Ho scoperto, come te, Wilkie Collins solo di recente e come te lo adoro! Non ho ancora letto Basil , che però è nella mia luunga coda di lettura. Sono contenta che ti sia piaciuto!

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  2. usquequaque ha detto:

    io ho recuperato tramite scambio una vecchissima copia di La donna in bianco, ma desidero tantissimo La pietra di luna! Bene bene, recupererò tutto, perché sono super innamorata della sua scrittura!

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  3. Pingback: APRIL WRAP UP | #TIRIAMOLESOMME | usquequaque

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