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RECENSIONE | IL GIARDINO SEGRETO, FRANCES HODGSON BURNETT

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Amici, è verissimo che quando ci obbligano a leggere un libro automaticamente nel nostro cervello scattano una serie di leve e rotelle che creano mille mila scuse per trovarlo assolutamente orribile. E a volte, il nostro cervello ci prende, il libro è effettivamente una schifezza, ma più spesso capita che a distanza di anni, lo stesso libro possiederà qualità che non avevamo notato presi com’eravamo a lamentarci dell’obbligo. È quello che mi è successo con Il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett un classico per bambini che risale al 1911.

La trama mescola due bambini assolutamente orrendi ad un bambino assolutamente delizioso, un giardino segreto, genitori assenti, un pettirosso vanitoso e una magia buona in cui credere è fondamentale per ottenere quello che si vuole. Mary Lennox è una bambina viziata, sgarbata, spocchiosa e tirannica che vive in India fin quando un’improvvisa epidemia uccide la madre e il padre e tutti gli abitanti della casa e lei viene impacchetta ed inviata ad un zio dello Yorkshire con tanti cari saluti. Nella grande casa nessuno si cura di lei e durante una missione esplorativa dei dintorni, un pettirosso la aiuta ad entrare in un giardino segreto. Per la prima volta, nella sua vita triste e grigia, Mary deve prendersi cura di qualcosa e il suo impegno e il lavoro all’aria aperta insieme alla compagnia di Dickon la cambiano drasticamente sia di carattere che di aspetto. La grande casa, oltre al giardino, nasconde un altro grande segreto: Colin, il cugino presunto malato terminale che sfrutta la sua condizione per muovere i fili di chi gli sta attorno come un burattinaio cattivo. Mary rivede in Colin sé stessa all’arrivo alla casa e non può che disprezzarlo, ma anche decidere di aiutarlo. Lo mette a parte del segreto e i tre trasformano il giardino in un paradiso lussureggiante. E insieme a lui, mutano anche loro.

All’inizio del romanzo non si può che odiare Mary, ma odiarla fortissimo, però è un personaggio con un’evoluzione bellissima, una crescita interiore ed esteriore notevole. Lo stesso vale per Colin, che aiutato dalla cugina trova la forza di mutare la sua condizione. La Burnett ci insegna come agi e ricchezze spesso costituiscano una prigione soffocante (come per Mary e Colin) e come invece l’aria aperta e la bruma della brughiera abbiano trasformato Dickon in un bambino forte e salutare. La Burnett era un po’ una ribelle e infatti oltre ad inserire degli spunti pedagogici moderni per l’epoca in un venivano trattati, si concentra su una relazione maschio-femmina assolutamente sconveniente, ma ricchissima di stimoli. Imparerete che i bambini non sono sempre stupidi, ma si comportano coscienziosamente, aiutandosi a vicenda ad uscire da un momento di crisi, che sono in grado di gestire il loro tempo anche senza la supervisione costante di un adulto. E imparerete che la natura ha un potere rigenerativo e che il pensiero positivo è in grado di curare – non per magia, ma aiutandoci a credere che siamo in grado di fare qualcosa per migliorare la nostra situazione e quindi agire.

Se avete letto questo libro ai tempi di scuola e l’avete odiato, beh, cavoli, dategli una seconda opportunità!

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Titolo: Il giardino segreto
Autore: Frances Hodgson Burnett
Casa editrice: Einaudi
Pagine: 252
Prezzo di copertina: 11 euro

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4 risposte a "RECENSIONE | IL GIARDINO SEGRETO, FRANCES HODGSON BURNETT"

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