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BILANCIO LETTURE 2017 #1 – MOST DISAPPOINTING BOOKS OF THE YEAR

Il calendario e le scadenze mi avvertono che anche quest’anno sta per finire, quindi munita di carta e penna ho tracciato un piccolo bilancio di lettura. Voi come tenete traccia dei libri che leggete? Per lo più io utilizzo Goodreads, semplice, intuitivo e comodo, per ricordare quali e quanti libri ho letto, ma soprattutto quanto e perché mi sono piaciuti o no. Partecipo sempre alla Goodreads Challenge, ma a differenza delle precedenti edizioni in cui settavo il mio goal troppo in alto, per questo 2017 avevo pensato di leggere meno libri e meglio, perciò sono stata in grado di soddisfare la challenge alla grandissima (64/60! probabilmente riuscirò a leggere ancora un paio di libri). Ovviamente, con un numero così alto di libri, aspettarsi che tutti ci piacciano è irrealistico. Ispirata dai video di BookswithEmilyFox (booktuber franco-canadese i cui gusti rispecchiamo molto i miei) ho deciso di creare – in quest’ultima settimana – quattro post differenti in cui vi parlo rispettivamente dei miei libri più deludenti, libri che mi hanno sorpresa maggiormente, libri più brutti e libri migliori di questo 2017. Direi bando alle ciance e cominciamo subito dai libri che mi hanno delusa. Premessa: i libri che rientrano in questa categoria sono assolutamente godibili e mi sono piaciuti, solo che per un motivo o per un altro non sono stati all’altezza delle mie aspettative.

  • A little life, Hanya Yanagihara — Un libro tristissimo, dai temi molto potenti, dalla prosa efficacie e affatto complessa. La Yanagihara non è affatto una stupida e riesce a carpire l’attenzione del lettore per oltre 700 pagine gettando i semi del tormento e della sofferenza tra una pagina e l’altra senza spiegare in modo troppo dettagliato da cosa questi derivino, piccoli morsi che ti lasciano l’acquolina in bocca e ti portano a seguire il profumo fino al fornello della cucina dove il pentolone di incidenti e catastrofi sembra sempre lì lì per essere servito. Uno dei punti forti è caratterizzato dalla diversità nel romanzo: mescolanza di razze, sesso e sessualità. Il romanzo però manca di plausibilità e se colpisce il lettore con tutte le insicurezze che lo interessano durante l’arco di tutta una vita, d’altro canto non lascia spazio per la redenzione e la comprensione. Ho interpretato A little life come un elogio al fallimento inaccettabile. Il libro mi è piaciuto, ma mi aspettavo qualcosa di più! (Recensione)
  • Plutona, Jeff Lemire e Emi Lenox — Una graphic novel interessante e di grande intrattenimento. C’è un mistero che vi tiene incollati alle pagine fino a quando capirete che non porterà ad una vera conclusione. Avrei apprezzato di più se la fine non fosse stata così netta, se si fossero analizzati un po’ meglio i risvolti psicologici che hanno interessato i diversi personaggi. (Recensione)
  • It, Stephen King — [Dopo un linciaccio di massa…] Nessuno mette in discussione che sia un romanzo complesso dalle tematiche altrettanto complesse, ma probabilmente ho posto le mie aspettative talmente in alto che ne sono rimasta immancabilmente delusa. Col senno di poi, credo che It avrebbe potuto essere un libro molto più godibile anche 400 pagine in meno. È pieno di scene inutili al fine della trama e ho odiato le violenze gratuite. Ma ciò che più mi ha disturbato è una scena in particolare, QUELLA SCENA. Spoiler alert: una gang-bang a undici anni non me la spiego. (Recensione)
  • Throne of glass, Sarah J. Maas — Qui ammetto di essermi fatta trascinare dall’hype che il libro riceve tuttora su Youtube, sia da booktuber americani che italiani. Assassini? I’m all for it. E invece no. Tutto mi ha delusa: dalla trama che è molto simile a quella di un qualsiasi altro ya, alle tonnellate di clichés, al triangolo amoroso, ai personaggi. La protagonista che viene sempre descritta come forte e combattiva, non dimostra poi effettivamente di esserlo. Per essere un’assassina, insomma, ecco, non sembra poi così pericolosa. Sempre bisognosa di conferme, di aiuti esterni e io boh i can’t. Insomma bella l’idea, peccato per l’esecuzione.
  • David & Goliath, Malcom Gladwell — DFN. Ho iniziato questo libro di nonfiction perché l’idea di fondo mi entusiasmava parecchio. Tratta di come i più deboli possono essere in grado di sconfiggere i più forti, i piccoli i più grandi pensando fuori dagli schemi e adottando diverse strategie. Lo stile di scrittura non mi ha fatto impazzire e la lettura procede molto lenta. Tuttavia, penso di ridargli una possibilità quando sarò più predisposta e motivata.
  • Il cerchio, Dave Eggers — Temi attualissimi e spaventosi sulla società dei social che ci riguarda da vicino. Come per molti libri citati in questa categoria: buona l’idea, pessima l’esecuzione. Personaggi piatti, scialbi, banali e noiosi che prendono decisioni molto discutibili. Trama prevedibile. (Recensione)

Avete letto qualcuno di questi libri? Quali sono stati i libri per cui le vostre aspettative incredibilmente alte sono state brutalmente abbassate facendovi ritenere il libro una delusione? Fatemelo sapere in un commento, sono curiosissima!

 

 

 

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5 risposte a "BILANCIO LETTURE 2017 #1 – MOST DISAPPOINTING BOOKS OF THE YEAR"

    • usquequaque ha detto:

      Il trono di ghiaccio non l’ho odiato, solo che da tutto il parlarne sui social media e le recensioni super positive & co. mi aspettavo molto, moltissimo di più. De Il cerchio volevo vedere il film, ma visto che il libro non mi è piaciuto, non è più una mia priorità! Grazie per essere passata!

      Mi piace

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