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RECENSIONE | RED RISING – IL CANTO PROIBITO, PIERCE BROWN

Ormai è appurato che io e gli young adult siamo due linee parallele destinate a non incrociarsi mai. Eppure continuo a leggerne, soprattutto nei periodi di lavoro molto intenso (per i GDO Natale equivale all’Apocalisse, circa) in cui non ho proprio testa per dedicarmi a cose troppo impegnate, nella speranza di trovarne qualcuno per cui valga la pena spendere due paroline e recentemente ne ho trovato uno che non mi ha fatto completamente schifo, nonostante abbia moltissimi difetti. Sto parlando di Red Rising – Il canto proibito di Pierce Brown, primo volume della saga Red Rising. Al momento sono previsti sei volumi: Red Rising, Golden Son, Morning Star, Iron Gold, Dark Age + un sesto libro di cui non si sa nulla. In Italia, Mondadori ha portato solo i primi due volumi, per il momento.

Senza alcun dubbio, Red Rising è uno young adult distopico classificato – impropriamente per quanto mi riguarda – come sci-fi. Onestamente, all’inizio non gli avrei dato un soldo e pensavo di essere stata di nuovo vittima dell’hype anglo-americano. Ho fatto davvero fatica ad entrare nella storia, ma una volta scoperta la gigantesca bugia nascosta dietro il mondo/la vita del protagonista – che ci vengono presentati all’inizio – la curiosità mi ha spinta a continuare, nonostante non si prospettasse una trama originale e il livello di scrittura non sia affatto alto.

L’inizio del libro è ambientato su un Marte colonizzato e “terraformato” (n.d.r. reso abitabile) dagli umani che si sono visti costretti ad abbandonare la Terra in seguito ai disastri e a sanguinose guerre. Scopriamo in breve che quasi tutti i pianeti sono stati resi abitabili e che il centro governativo ha sede sulla Luna. Nelle prime pagine ci viene descritta la colonia sotterranea in cui Darrow – il protagonista – vive e lavora. Veniamo introdotti ad un sistema di casta basato sui colori, ogni colore ha un preciso ruolo all’interno della società e quindi l’Oro rappresenta il potere, il Verde la Tecnologia, il Rosa il piacere e così via. Darrow è un Rosso e, come tale, è alla base della piramide e fa parte di quella forza lavoro da sfruttare fino all’esasperazione. I Rossi conducono una vita dura e pericolosa al fine di garantire sufficiente helio3 necessario alla terraformazione di altri pianeti, la prospettiva di vita di chi fa parte delle colonie è molto bassa: a sedici anni si è uomini sposati, a trent’anni si è vecchi. Apprendiamo che il padre di Darrow è stato ucciso per aver danzato sulle note di una canzone proibita, presumibilmente un canto di rivolta contro una società bugiarda e ingiusta. È quando Darrow ed Eo – sua moglie – vengono trovati in un luogo in cui non dovrebbero essere che la storia si ripete. Eo, invece di accettare silenziosamente di essere flagellata, decide di intonare il canto proibito e di morire sul patibolo. Darrow segna la sua condanna decidendo di tirare giù il cadavere della giovane moglie per sotterrarlo e, spinto dall’odio e dall’amore, decide di sacrificare la sua vita per infiltrarsi nell’Istituto, un terreno di prova per la classe dominante degli Oro, e raggiungere la vetta per distruggere il sistema dall’interno.

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Nonostante la prosa sia lenta e tediosa, la prima parte del libro in cui ci viene presentata la colonia e la struttura dell’universo e della società è la più interessante. La vita all’interno della miniera di Lykos viene descritta minuziosamente e oltre a conoscere alcuni personaggi fondamentali per il protagonista, conosciamo anche alcuni raccapriccianti usi e costumi: come il fatto di dover affrettare il trapasso dell’impiccato tirandogli i piedi in modo da spezzargli il collo velocemente o del divieto di sganciare i corpi dal patibolo e doverli invece lasciare a putrefarsi come monito. Come dicevo, la miniera sotterranea è un elemento innovativo, ma una volta raggiunta la superficie è come essere catapultati direttamente a Capitol City, città di sfarzo ed eccentrismo. Gli elementi comuni con la saga di Hunger Games (e quindi Battle Royale) sono tantissimi e ovvi. Un primo richiamo è già presente all’interno del titolo: il canto proibito suona tantissimo come il canto della rivolta. Darrow non è altro che una Katniss in pantaloni e ben presto scopriamo che la prova da superare nell’Istituto è sopravvivere in un gioco di ruolo alla Hunger Games (o alla Trono di Spade). Seguono interminabili capitoli in cui questi adolescenti si massacrano per formare l’élite del potere. Nonostante la trama non presentasse nulla di originale, ogni capito presentava quell’elemento imprevedibile che mi faceva venire voglia di continuare “ancora un pochino”.

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I personaggi sono tanti, ma facili da ricordare perché interagiscono bene tra di loro e ognuno ha il suo posto e il suo ruolo, proprio come i colori all’interno della società. C’è stato un momento in cui Darrow mi è sembrato un perfetto Gary Stu: bellissimo, abilissimo nella lotta e con le armi, stratega e rubacuori. Una volta finito il libro, rimuginandoci sopra, sono arrivata alla conclusione che probabilmente l’intenzione dell’autore era di trasmettere la perfezione degli Oro come casta superiore a qualsiasi altro essere umano. I personaggi femminili sono tutti trascurabili. Il mio personaggio preferito è, ovviamente, un personaggio spalla: sto parlando di Sevro, un Oro non convenzionale e parecchio strano a cui mi sono affezionata a circa metà libro, l’unico di cui mi importasse veramente.

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Veniamo dunque al messaggio del libro: è chiaramente politico. All’interno della vicenda si percepisce fin da subito la disuguaglianza tra le caste. Veniamo messi di fronte all’ingiustizia, al tradimento e all’inganno e infine alla lotta per far sì che le cose migliorino.

Tra le cose che ho apprezzato di più figura sicuramente il worldbuilding (di cui molti young adult difettano) ricco e spiegato. C’è tantissima azione e i contenuti sono molto violenti. Brutale. Se vi è piaciuto Hunger Games questo libro vi piacerà tantissimo o lo odierete tantissimo. Continuerò – con calma – per curiosità.

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Titolo: Red Rising – Il canto proibito (Red Rising #1)
Autore: Pierce Brown
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 402
Prezzo di copertina: 19 euro

 

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