dystopia, post apocalittico, recensione, sci-fi, sconsigli di lettura

RECENSIONE | THE 100 – KASS MORGAN

Mai avrei pensato che un post-apocalittico potesse essere così scialbo e senza spessore. Sono caduta nella rete attratta dalla serie tv che, secondo me merita molto, ma dirvi che un oceano supera questa e il romanzo sarebbe riduttivo. Sono perplessa e confusa, sinceramente sto ancora cercando di capire cosa io abbia letto e l’unica risposta possibile è: il nulla. È terribile. Il libro si concentra davvero poco sull’ambientazione post-apocalittica e sugli elementi fantascientifici e molto di più sulla vita amorosa di personaggi bidimensionali e dementi. Ma andiamo con ordine.

L’azione si svolge più o meno trecento anni nel futuro. Non sappiamo bene che cosa sia successo, ma sappiamo che la popolazione superstite vive su una nave spaziale su cui sono presenti molti criminali che sono molti più di cento ma, tra questi, cento (di età compresa tra i 12 e i 18 anni (eheh Kass c’avevi già in mente gli intrighi amorosi, dillo) vengono mandati come punizione sulla Terra, pianeta ancora potenzialmente inospitale, per sapere se è possibile ripopolarlo, oppure è meglio aspettare. Quindi diciamo che non è proprio una punizione e hanno il 50% di possibilità di sopravvivere. E fin qui, tutto bene, si prospetta una lettura interessante, in cui per logica andremo a scoprire che cosa ha portato la Terra ad essere inabitabile e alle meccaniche che guideranno il gruppo su questo pianeta e le relazioni che si verranno a creare. Per intenderci, mi aspettavo qualcosa di molto simile a “Il signore delle mosche” in chiave moderna, visto che molti dei personaggi sono (o meglio dovrebbero essere) efferati criminali, alcuni assassini.

BUT.

The 100 di Kass Morgan non è affatto un libro distopico che parla di un gruppo di persone che è stata costretta a vivere su una nave spaziale e che è costretto a mandare “cavie” “innocenti” sul pianeta d’origine per valutare se è finalmente possibile tornare. Non è un racconto post-apocalittico che parla delle difficoltà di un gruppo, delle orribili condizioni di vita dei sopravvissuti. No. È un teen-drama-romance neanche ben mascherato in cui l’intelligenza dei personaggi ha un range che varia dai cinque ai dieci anni. Seriamente, credo non siano esseri pensanti. Una serie di flashback sono piazzati come palliativo per dare un minimo di storia e background a degli idioti, quando sarebbe bastato farli interagire tra loro, cosa che non fanno praticamente mai, se non infilandosi la lingua in bocca. E l’esempio lampante che la maggior parte dei personaggi maschili ragiona con quello che ha in mezzo alle gambe piuttosto che con il cervello lo riscontriamo già dalle primissime pagine (estratto che mi prendo la libertà di tradurre, perché ho letto il libro in inglese e non mi va di cercare la citazione lol):

“ Un piano terribile iniziò a prendere forma e il suo petto si strinse in una morsa di paura mentre realizzava che cosa avrebbe dovuto fare. Ma Wells sapeva che non c’era un altro modo. Per salvare la ragazza che amava, avrebbe dovuto mettere in pericolo l’intero genere umano.”

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Ok. Va bene. Prendiamoci un momento per riflettere su questa cosa: anche io farei di tutto per le persone che amo. Sarei disposta a rubare, a mentire, a uccidere forse no, ma a morire io stessa mi piace pensare di si. Ma non a rischiare l’estinzione dell’intero genere umano. E vorrei ricordarvi che siamo all’interno di un distopico, in cui l’uomo sta lottando duramente e con tutte le sue forze per sopravvivere da almeno trecento anni e poi arriva uno squinzietto che brucia ogni sforzo, ogni sacrificio per salvare la ragazza che ama? Kassy, are you sure che è stata una scelta saggia?

La cosa che più mi ha irritato è che il mondo costruito è molto vago e povero di dettagli e più che essere il teatro dell’azione è un sfondo cartonato. Io credo che la storia e il background debbano essere il punto forte di un romanzo distopico e qui purtroppo abbiamo a che fare con un mondo inconsistente. La Terra la visitiamo solo di striscio, non sappiamo il motivo per cui gli esseri umani siano stati costretti ad abbandonarla, si parla di “inverno nucleare” e di una fantomatica “guerra” e si accenna ad un periodo “pre-cataclisma”, ma nel corso della narrazione non ci viene data nessuna ulteriore informazione. Gran parte dell’azione si svolge su un’astronave che pare sia suddivisa in tre settori, ma non abbiamo alcun elemento che ci porti a capire in base a che cosa la popolazione venga suddivisa e come mai alcuni settori dispongono di più risorse di altri. Non abbiamo idea di quanti siano i sopravvissuti in complesso. Ci viene detto che tra due delle colonie è presente un odio e un risentimento viscerale e avrebbe senso se qualcuno ci spiegasse il perché. Quello che sto cercando di dire è che l’assenza di una base solida, storica e culturale, è grave quando parliamo di una società futuristica di cui stiamo leggendo per la prima volta.

Mi aspettavo complotti, conflitti, attriti, ostilità, divisioni, un minimo di apprensione, di organizzazione e di esplorazione. Non c’è niente. I giovani che vengono mandati sulla Terra, di cui leggiamo pochissimo, praticamente fanno campeggio su un pianeta potenzialmente letale fin quando dei terrestri già presenti (e scopriamo così che sulla Terra ci si può abitare again) entrano in scena movimentando loro l’esistenza piatta e impedendoci di addormentarci. Ma qui interrompiamo la trasmissione che non vorremmo vi emozionaste troppo.

Intreccio: 0,5
Personaggi: 0,5
Ambientazione: 1
Linguaggio: 0,5
Totale: 0,6 (arrotondo ad 1)

Titolo: The 100
Autore: Kass Morgan
Casa editrice: Rizzoli
Pagine: 340
Prezzo di copertina: 12 euro

Vi faccio presente che questa recensione partecipa al Link Party indetto da TBS The Book Seeker dal titolo libro di me…lma. Con libro di me…lma si intende uno di quei libri veramente brutti, il peggiore che abbiate mai letto. Per aggregarvi avete un mese, il Link Party durerà infatti dal 13 ottobre al 13 novembre e le condizioni per partecipare le trovate tutte in un dettagliatissimo post a cui vi rimando. Per esempio mi piacerebbe molto leggere qualcosa da parte di erigibbi, il grimorio della strega e Dominic.

link2bparty

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5 risposte a "RECENSIONE | THE 100 – KASS MORGAN"

    • usquequaque ha detto:

      io non mi sento di consigliarlo a nessuno, nemmeno come lettura leggera. è uno di quei casi in cui la trasposizione sul piccolo schermo risulta nettamente superiore all’opera originaria. investi i tuoi soldi in qualcosa di meglio costruito o se proprio vuoi sperimentare sulla tua pelle, la biblioteca è un’ottima soluzione. grazie per essere passata!

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  1. Grazie per la nomina… Almeno credo! 😉
    Se ho ben capito, devo scegliere un libro particolarmente brutto che ho letto e farci una recensione, confermi? Mi metterò all’opera!

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  2. Pingback: Libri di Me…lma | Il Grimorio della Strega

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