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Recensione | It – Stephen King

Vi ricordate di quando vi avevo detto che avrei portato “It” al mare per due settimane nella speranza di terminarlo con l’aiuto di un po’ di pace e tranquillità? Ecco, ci ho messo quasi un mese a finirlo, ma alla fine ce l’ho fatta e… ne sono rimasta leggermente delusa. Mi è piaciuto, ma non mi ha fatto impazzire, nonostante questo sia uno dei libri più popolari. E’ la prova che più conosciuto, non è sinonimo di più apprezzato o più riuscito. Ho letto solo un altro dei suoi lavori, “The Shining” e ricordo di aver avuto la stessa precisa sensazione e la cosa che più mi colpisce è che ho apprezzato molto di più entrambi gli adattamenti cinematografici. Non credo dipenda dallo stile di scrittura, ma sicuramente qualcosa, per me, non funziona. Possiedo questo libro da più di tre anni, l’ho comprato e abbandonato sullo scaffale. Mi spaventava e non perché si tratta di un libro horror ma per la mole che mi intimidiva parecchio. Ma alla fine ho affrontato le mie paure ( per restare in tema ) e l’ho cominciato con emozione e finito con un senso di liberazione.

Per quanto mi riguarda, la trama è abbastanza complessa e ci ritroviamo a seguiredue diverse linee temporali: la Derry dell’alluvione del 1958, dove tutto ha inizio con l’assassinio del piccolo Georgie Denbrough e i nostri protagonisti sono solo degli undicenni atipici, un po’ sfigati, dei perdenti; e la Derry del 1985 in cui i nostri protagonisti, ormai adulti con delle responsabilità, case, famiglie lavori, tornano nella loro cittadina in memoria di una promessa fatta da bambini: quella di ritornare qualora “It” – un mostro che ogni ventisette anni attacca i bambini di Derry – faccia lo stesso.

Mr. King gioca molto con la paura e un clown, beh, a me spaventava persino Ronald McDonald e probabilmente mi spaventerebbe ancora oggi se non l’avessero eliminato da ogni fast food. Non so se l’idea che mi sono fatta di “It” corrisponda anche all’immaginario collettivo o si avvicini vagamente al messaggio che l’autore voleva far passare, ma io ho associato “It” alla paura stessa, una presenza primordiale, vaga, mutabile in grado di attanagliarci in qualunque momento. “It” decide di mostrarsi ai bambini perché sono più malleabili, più facili da circuire e irretire, proprio perché possiedono più fantasia e immaginazione e sono inclini a credere in più cose, sia questa la fatina dei denti o il mostro dentro l’armadio/sotto il letto. King stesso spiega che le paure dei bambini sono più solide e definite, mentre quelle degli adulti sono vaghe, più inconsistenti e poco pratiche da incarnare. Lo trovo molto realistico.





La lettura è molto scorrevole e all’inizio del romanzo ho trovato mole scene inquietanti che mi hanno tenuta incollata al libro, mantenendo attiva la mia curiosità. Tuttavia, una volta capito il meccanismo e l’allungamento del brodo attraverso scene totalmente inutili al fine della vicenda o di scene esageratamente dettagliate ( e di nuovo inutili alla fine della vicenda ), la lettura per me ha risentito molto e ho rallentato, le ultime 400 pagine sono state una vera sofferenza e più ci avvicinavamo alla risoluzione della storia meno mi veniva voglia di continuare. So che i finali di King non sono il suo punto forte, io volevo solo che questo libro finisse, non mi importava in che modo, volevo solo leggere la parola fine.

Molti elementi mi hanno lasciata perplessa. Dalla perplessità sono passata al raccapriccio e al disgusto: non ho trovato giustificazioni per la violenza gratuita e la tortura degli animali, per il fatto che un ragazzino uccida un fratellino in fasce e soprattutto non c’è alcuna giustificazione che tenga per la scena sessuale che lega i nostri protagonisti. Una gang – bang a undici anni è inspiegabile. Io capisco che cercassero un modo per riunirsi, trarre coraggio e conforto gli uni dagli altri, ma rifiuto di credere che una mente brillante in grado di creare un rito per sconfiggere un mostro non sia riuscito a trovare un altro modo. Io ho trovato la scena molto disturbante e senza senso.

Il personaggio più riuscito del libro è sicuramente “It”. Stephen King ha creato un mostro singolare e ha strutturato la sua personalità in modo eccelso. Per quanto riguarda gli altri personaggi, a me sono piaciuti un po’ meno. Nell’insieme si amalgamano bene, ma presi singolarmente sono insipidi, non suscitano simpatia, né empatia. Non so se questo fosse proprio l’intento dell’autore, farceli immaginare come un’unica portentosa forza in grado di sconfiggere la minaccia e in questo caso l’esperimento è riuscito molto bene.

Sicuramente non ho intenzione di abbandonare gli scritti di King dopo solo due romanzi, ma spero vivamente che la mia esperienza di lettura migliori e che possa apprezzare di più i suoi lavori. Se avete qualche romanzo di King che vi è piaciuto particolarmente e che vi sentireste di consigliare, fatemelo sapere nei commenti! Nella mia libreria per ora è presente “Insomnia” che conto di leggere entro quest’anno.


Titolo: It
Autore: Stephen King
Casa editrice: Pickwick
Pagine: 1315
Prezzo di copertina: 12,90 euro

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5 risposte a "Recensione | It – Stephen King"

  1. Se non ti è piaciuto né “Shining” né “It”, forse è proprio Stephen King che non ti piace… E' una questione di gusti. “Insomnia”, a questo punto, non è proprio la miglior scelta per dargli un'ultima chance.
    Secondo me, potresti invece provare con qualcosa di non horror, come i suoi libri scritti con lo pseudonimo di Bachman, come “La lunga marcia”, che sono distopici. Ciononostante richiedono un certo stomaco… Se no “Stagioni diverse” o una delle sue collezioni di racconti. King è molto bravo nelle short stories, forse più che nei romanzi.

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  2. Non è che non mi piaccia, solo non mi entusiasma come credevo. Il contenuto interessante c'è, è lo sviluppo che mi rende difficile apprezzarlo. Ci sono veramente troppi dettagli inutili, scene che con il filone principale non c'entrano nulla e sembrano essere messe lì, perché due pagine rendono il libro un po' più lungo…boh. Ho preso in considerazione Insomnia solo perché l'ho ottenuto da uno scambio quando mi ero presa bene a recuperare tutti i libri di King e non vorrei spendere soldi per un autore che non mi fa impazzire. Magari aspetterò qualche super offerta, o farò una capatina da Libraccio.
    Come sempre ti ringrazio del commento, ma soprattutto dei preziosi consigli!
    Buone letture! 🙂

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  3. Capisco il tuo punto di vista, è che quella cosa di inserire scene apparentemente poco utili all'economia del romanzo o perdersi nella presentazione dei personaggi andando a divagare è proprio tipicamente King. E' tipo uno dei suoi marchi di fabbrica! 🙂
    Per questo ti consigliavo i racconti. Brevi e al sodo. Soprattutto le prime collezioni ti piaceranno. Prova “A volte ritornano” se vuoi horror. Sono certa che lo troverai usato a molto poco…

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  4. Pingback: BILANCIO LETTURE 2017 #1 – MOST DISAPPOINTING BOOKS OF THE YEAR | usquequaque

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