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Recensione | Non sei mica il mondo – Raphäel Geffray

Non sei mica il mondo ( C’est pas toi le monde )  è la graphic novel d’esordio di Raphäel Geffray. Di origine francese, è edito Tunué nella collana tipitondi – riconoscibile per le caratteristiche punte arrotondate di copertina e pagine. Ho recuperato questa graphic novel in biblioteca, a cui mi affido ogni volta che posso nel caso in cui sia troppo indecisa riguardo l’acquisto di un romanzo. 

Non sei mica il mondo parla di Bené, un ragazzino molto problematico, con una madre troppo giovane per prendersi buona cura di lui. Si tratta di un caso senza speranza, un bambino che cova molto rabbia, un violento e quasi un analfabeta, finché una maestra entra in scena decisa a cambiare le cose.



Fin dalle prime pagine, capiamo che Bené non vive una situazione familiare facile e serena. Si nota immediatamente l’assenza della figura paterna e che quella materna non è affatto sufficiente. Spesso nelle pagine dedicate alla casa, i tratti del disegno diventano confusi, mi viene quasi da dire astratti. Come se Bené stesse sognando e si trovasse intrappolato in un incubo in cui le persone assumono i tratti deformati tipici dei mostri. 



Essendo un romanzo – o, in questo caso, una graphic novel – di formazione, ci si aspetterebbe una crescita da parte del personaggio. Io in Bené non ho trovato una grande evoluzione. Il bambino, infatti, oltre a riuscire ad apprendere alcune lettere e sillabarle, rimane il violento e indisciplinato che era in principio, tanto da farsi espellere definitivamente anche da questa scuola ( la sesta, se non ricordo male ).

Un’altra cosa che non mi è piaciuta particolarmente è l’altra protagonista della storia: la maestra Valentine. La donna, in principio, si dimostra perseverante e decisa ad aiutare Bené. Rifiuta di considerarlo una causa persa. Ho avuto l’impressione, però, che abbia accettato il fardello più per dimostrare alla preside di potercela fare, che per reale interesse. La gentilezza e la mitezza di Valentine hanno vita breve. È vero, presta a Bené particolari attenzioni e utilizza le ricreazioni per impartirgli delle mini lezioni private, ma al primo sgarro scoccano le urla e purtroppo sono poco costruttive. Tutta la parte in cui la maestra aiuta Bené procede in piccoli flash ed è molto ridotta tanto che non riusciamo a capire il reale beneficio che ne trae il bambino.

L’ho trovato un romanzo molto violento, essendo poi una graphic novel tale violenza affiora anche con le immagini oltre che con le parole e io ho trovato disturbante la mancanza di civiltà sia degli adulti che si urlano addosso e urlano addosso ai ragazzini, sia dei ragazzini che risolvono qualsiasi questione attraverso la legge del più forte, prendendosi a pugni.

Giungendo al finale, semplicemente non è presente una vera e propria conclusione. Rimangono troppe questione irrisolte: come quella maschera che Bené si porta sempre dietro ( che cos’è? perché l’ha costruita? a che cosa dovrebbe servire? se siete riusciti a capirlo vi prego di illuminarmi in un commento ) o il senso di quella scena alla centrale di polizia che non è fine nemmeno a sé stessa. 

Per quanto riguarda lo stile, il disegno mi è piaciuto molto e ricorda in alcuni punti i tratti burtoniani. Allo stesso modo credo che i colori cupi scelti rendano benissimo l’atmosfera tetra e la pesantezza della vita di Bené. Tuttavia, molto spesso ho trovato le didascalie confusionarie non riuscendo a ricollegare le parole al personaggio che le pronunciava e questo non è un bene perché rallenta la lettura, più di quanto la possa rallentare il corsivo in cui sono scritte, seppur si tratti di una graphic novel.

In conclusione, ho trovato questa graphic novel molto deludente. Forse è colpa mia, forse non sono riuscita a recepire il messaggio nascosto, ma non ho trovato la graphic novel di formazione che mi aspettavo né una degna conclusione. 


it was ok



Titolo: Non sei mica il mondo ( C’est pas toi le monde )
Autore: Raphäel Geffray
Casa editrice: Tunué (collana tipitondi)
Pagine: 188
Prezzo di copertina: 16,90 euro

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